.: F.I.S.K. - Federazione Italiana Shorinji Kempo :.

foto 3Accade molto spesso di chiedersi quanto e quale sia il nostro valore specialmente per coloro i quali contiamo. Non esiste un modo assoluto per darsi un voto, ma sicuramente abbiamo dei pregi e dei difetti che costruiscono il nostro carattere e quindi la nostra presenza nella società. Ogni qual volta ci troviamo di fronte ad una situazione che richiede una nostra azione essa sarà influenzata da questi nostri valori determinandone esito e realizzazione. Agire quindi diventa la nostra bandiera di presenza nella società, se mai la alzeremo nessuno saprà che esistiamo. Agire però richiede diversi elementi non trascurabili come lo scopo della nostra azione, l'energia che vi impieghiamo e non ultimo il risultato che ci aspettiamo essa generi. Affinché questi elementi siano presenti e collaborino tra loro dobbiamo "allenarci" tenendo presente che nulla si ottiene senza sforzo e impegno costante.

 

Lo Shorinji Kempo ci fornisce diversi concetti che ci aiutano a forgiare il nostro carattere e il nostro corpo, l'allenamento fisico con le sue difficoltà ci insegna a non mollare, ed altrettanto i concetti di armonia ed equilibrio del Kongo Zen ci guidano verso un uso corretto delle nostre capacità, concorrendo a forgiare quello che può essere indicata come la nostra forza. La forza non deve essere intesa come una mera capacità di flettere i muscoli né tanto meno come un pensiero senza azione, come detto prima se mai alzeremo la nostra bandierina mai mostreremo la nostra presenza. La nostra forza deve essere migliorata giorno dopo giorno, tramite l'allenamento delle nostre qualità impariamo ed acquisiamo conoscenza che alimenta il nostro coraggio nell'agire, con l'azione diventiamo utili a chi ci è vicini.Foto 2

Il desiderio di migliorarsi è lo stimolo che ci porta a sopportare la fatica e l'impegno necessari per ottenere un risultato, ed è una costante dell'uomo. Nello Shorinji Kempo si introduce il concetto di Vera Forza che può essere indicata come la ricerca del continuo miglioramento di se stessi. Per migliorare però dobbiamo tenere presenti tre aspetti fondamentali "Shin" Saggezza, "Chi" Cuore (o Spirito) e "Tai" Corpo, riportati nel concetto di "San Tei San Po Nijugo Kei". Saggezza che guidi le nostre azioni, Cuore che ci permetta di rivolgerle nella giusta direzione e Corpo che dia sostanza all'azione.

La filosofia del Kongo Zen basa la sua chiave di apprendimento sull'armonia degli opposti, quindi i tre concetti di Saggezza, Cuore e Corpo non possono essere divisi, proprio come non si possono dividere Corpo e Mente Ken Zen Ichinyo" o anche Forza e Amore "Riki Ai Funi". Se tale miglioramento viene inteso come acquisizione delle capacità per battere un avversario, esso non porterà a nulla poiché le gare vinte ben presto sono dimenticate dai più. L'apprendere le tecniche di autodifesa e lo sviluppo fisico portato dall'allenamento servono esclusivamente a darci consapevolezza e coraggio per poter supportare le nostre azioni. Imparare qualsiasi arte marziale a scopo di combattimento è una mera perdita di tempo, esistono le armi per difendersi dagli aggressori e sono di gran lunga più efficienti. Coraggio e forza di volontà devono rendere il nostro spirito combattivo, così da sfruttare le nostre risorse per non cedere di fronte alle difficoltà che incontreremo nel nostro cammino.

foto 4Nel Seiku si legge "Io sono sorgente e rifugio della mia forza su chi posso contare se non su me stesso. Saggiamente e con autodisciplina trovo una rara e preziosa fonte di forza". Il Seiku in pratica dice dove dobbiamo cercare e come dobbiamo coltivare la Vera Forza ed inoltre mette in risalto il fatto che dipende solo da noi stessi migliorarla.

Il migliorare se stessi diventa quindi un punto di partenza per poter seguire il cammino che ci siamo prefissi ( Michi ) e solo sviluppando Saggezza Cuore e Corpo in completa armonia ed equilibrio si acquisisce la Vera Forza. Se vogliamo simbolicamente quantificare la Vera Forza possiamo tranquillamente indicarla come il minore dei tre valori. E' molto importante capire che solo quando mi arrendo alle difficoltà ho veramente perso la sfida, quindi se continuerò a provare non sarò sconfitto, questo può essere sintetizzato con un detto comune in occidente "finché c'è vita c'è speranza".

Possedere la vera forza ci permette di essere protagonisti nella realizzazione del Gyo .