Se combattere è il tuo scopo, va’ da un’altra parte!

(1973. Lezione ad un Campus universitario)

Se il vostro obiettivo nel venire a fare Shorinji Kempo è solo il desiderio di imparare il combattimento senza armi, allora non dovreste neanche essere qui. E’ benvenuta la gente che ha il desiderio di imparare a vivere autonomamente, non importa quanto questo richieda.kaiso doshin so 51

Se ciascuno si preoccupasse solo della propria piccola felicità e del proprio vantaggio, certamente il mondo non andrebbe meglio, non migliorerebbe. E se desiderate solo la distruzione di tutti i modi di pensare e di vivere che sono diversi dai vostri, se dite “sopprimiamo le opinioni di chiunque si pari sulla nostra strada”, allora il mondo può solo andare peggio. Non va bene nessuno di questi due estremi. Piuttosto, pensare al bene degli altri mentre pensiamo a noi stessi, essere capaci di pensare non solo al bene del Giappone, ma anche di altri paesi – questo è l’essere umano che dovete desiderare di essere.

A questo scopo, non dovremmo cambiare i nostri valori individuali? Non importa quanto lentamente, ma si procede con continuità. Anche se può sembrare impossibile, dobbiamo solo continuare ad andare avanti. Non ho alcuna intenzione di cambiare questo modo di pensare e voglio mantenere la mia autonomia per realizzare questo scopo. Inoltre voglio che tutti voi realizziate questa stessa autonomia.

Nello Shorinji Kempo il nostro modo naturale di salutarci quando ci incontriamo è il gassho rei. Poi voi mi afferrate ed io afferro voi, e a turno ci proiettiamo a terra. Mente faccio tutto questo, io voglio aumentare la mia bravura, ma voglio anche con tutto il cuore che anche voi miglioriate. Così costruiamo insieme il nostro progredire.

Inoltre, è attraverso questa pratica che manteniamo la consapevolezza della relazione tra il sé e l’altro, del fatto che mentre esiste il sé, esiste anche l’altro, fuori dal sé e completamente diverso da lui. Questa consapevolezza della realtà della società umana sembra ampiamente familiare, però la si dimentica in fretta. E ancora, nella consapevolezza dell’esistenza del sé e dell’altro, uno cambia sé stesso e va oltre il sé, divenendo capace di preoccuparsi almeno per metà dei sentimenti e della felicità degli altri. Questo è come dovremmo essere e se l’incontro con lo Shorinji Kempo diventa un’occasione per un tale rivolgimento del sé, allora è una buona cosa.

Così quelle scene in cui uno improvvisamente abbatte il suo compagno e dice “Impressionante, vero? Ammetterai! Bene, seguimi!”, non hanno posto nella nostra organizzazione. “Voglio potenziare la mia forza fisica. Voglio imparare un modo per vincere sempre in combattimento”. Se questo è il vostro obiettivo, allora lo Shorinji Kempo non è per voi, e vi consiglio di trovarvi un’altra arte marziale.

 

 

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