Tecnica 1Lo Shorinji Kempo è un'arte marziale che tratta ogni persona semplicemente per quel che è: ovvero un essere umano. Per questo, è necessario sottolineare che l'obiettivo principe della pratica tecnica è far crescere se stessi come esseri umani. I praticanti dello Shorinji Kempo imparano le nozioni base del riconoscimento reciproco come parte dell'umanità e del rispetto reciproco attraverso la pratica. Il dojo dello Shorinji Kempo è un luogo ove prendono vita attività aventi responsabilità imponenti: la formazione del carattere dei giovani Kenshi.

Entriamo nel dettaglio degli insegnamenti tecnici: Lo Shorinji Kempo può essere suddiviso ad alto livello in Goho (letteralmente, tecniche dure) e Juho (tecniche morbide).

 

 

  • Il Goho è la parte riguardante la gestione di un attacco diretto (pugni, calci, colpi di vario tipo), insegna a deflettere l'attacco e rispondere con un contrattacco basato su attacchi a loro volta duri.
  • Il Juho è composto da tecniche che permettono la difesa da contatti ravvicinati, come l'essere afferrati, tirati o spinti da qualcuno che afferra i vestiti o direttamente una parte del corpo: insegna a liberarsi dalla presa e contrattaccare attraverso sbilanciamenti e leve articolari, cercando di immobilizzare l'aggressore.

Sebbene Goho e Juho possano essere distinti facilmente in questo modo, con l'avanzare della pratica è possibile notare quanto tendano a divenire in realtà un corpus tecnico unico ed indistinguibile. La ragione alla base di ciò risiede nel fatto che per avere la meglio su di un aggressore non basta eseguire una tecnica; è necessario mescolare i vari elementi a seconda dei movimenti e della condizione fisica e psicologica dell'avversario per ottenere una strategia efficace.

Non è utile paragonare i due sistemi tecnici per confrontarne l'efficacia, per i motivi detti in precedenza. Tuttavia, forse il Juho è la parte che richiede più pratica, perché richiede una sensibilità che a parole o per immagini è difficile spiegare. La difficoltà insita nell'insegnamento tecnico, tuttavia, è una forte spinta verso la collaborazione. L'impegno messo dai praticanti nell'acquisizione di tecniche notoriamente difficili da eseguire permette lo stabilirsi di un rapporto di collaborazione attiva e a volte di amicizia vera e propria tra i due praticanti: lo spettacolo dell'insegnamento e dell'apprendimento in amicizia e rispetto reciproco prende così vita all'interno di ogni dojo.

E' infatti lo studio attraverso la pratica costante che apporta un senso di fratellanza dovuto all'insegnamento reciproco. Ognuno può fare qualcosa per gli altri, ed ognuno può imparare da qualsiasi altro Kenshi, indipendentemente dal grado reciproco ma sempre nel rispetto di esso. Questa è la ragione che porta gran parte dei praticanti ad iniziare.